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immersioni sub e rispetto del mare

Eco-dive: immersioni sub e rispetto del mare

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La superficie del mare nasconde un nuovo mondo, ricco di molti colori e tanta vita.
Per osservarlo, scoprirlo e ammirarlo, ci si tuffa in esso, a volte per semplici e rapidi attimi, altre invece per lunghe e profonde esplorazioni subacquee.
Le immersioni subacquee permettono all’uomo di esplorare il mondo sommerso con poco impegno e molta tranquillità, grazie all’utilizzo di particolari attrezzature e una scorta (bombola) d’aria compressa.

Questo ha permesso l’esplorazione del mondo sommerso non solo a tecnici, ricercatori e professionisti, ma anche a tanti appassionati, curiosi e semplici ammiratori che godono delle sue meraviglie durante i propri viaggi sub.

Ogni subacqueo dovrebbe impegnarsi per la tutela del mondo marino, mantenendo una generale e costante attenzione verso un minor impatto anche durante le immersioni subacquee.

 

Ecco quindi 8 semplici consigli per una “eco-dive”:

  1. DOCUMENTARSI PRIMA DI UN’IMMERSIONE: Una buona abitudine è di documentarsi sul sito d’immersione e sugli organismi marini presenti e che si potrebbero avvistare. Informazioni utili non solo per evitare atteggiamenti errati con la vita marina, ma soprattutto per esser pronti nel riconoscere e poter apprezzare al meglio tutto quel che l’immersione potrà offrirci.
    (Esempio se andiamo sulla barriera corallina, meglio saper riconoscere generalmente un corallo, che scambiarlo per semplice fondale e toccarlo con le mani, rischiando di farsi male).
  2. SISTEMARE ATTENTAMENTE L’ATTREZZATURA. Sistemare ogni singolo elemento dell’attrezzatura ben attaccato e aderente al subacqueo, evitando oggetti penzolati che, oltre a potersi rovinare urtando, potrebbero strisciare sul fondo e impattare con porzioni di substrato marino, danneggiando la vita presente. Ogni elemento dell’ecosistema marino, anche il più piccolo, è fondamentale.
  3. MANTENERE LE GIUSTE DISTANZE: Durante l’immersione tenersi a una distanza adeguata dal fondale, parete o altro substrato in modo da evitare di toccare accidentalmente porzioni di fondale, o nella peggiore delle ipotesi danneggiare organismi marini (esempio una pinneggiata incontrollata potrebbe urtare un corallo, uno spirografo ecc. danneggiandolo, rompendolo o uccidendolo).
  4. ATTENZIONE A NON APPOGGIARSI: Facciamo attenzione anche a dove ci poggiamo con mani, gambe ecc.; spesso mimetizzati ci sono organismi marini muniti di organi difensivi velenosi (esempio lo scorfano, pesce pietra ecc.). Il nostro contatto potrebbe apparire come una minaccia, e rischieremmo di incorrere in seri problemi.
  5. NON TOCCARE E NON PRENDERE NIENTE: Evitare ogni tipo d’interazione e contatto con qualsiasi organismo marino, anche se facile da acchiappare, toccare ecc.; si rischierebbe di indurre stress all’organismo marino che potrebbe risentirne subendo profondi danni (esempio bloccare un animale per mostrarlo agli altri o “giocarci”; una tartaruga ha bisogno di risalire in superficie per respirare).
  6. FEEDING? NO, GRAZIE. In alcuni casi si attirano gli animali marini con del cibo (feeding). Evitare sempre questo comportamento, soprattutto in immersione. Quello che per noi può sembrare un innocuo e simpatico gesto, si può rivelare una nociva abitudine per il naturale comportamento di nutrizione dell’animale. Nel peggiore dei casi, l’animale potrebbe non esser più in grado di provvedere autonomamente al cibo, rischiando gravi conseguenze.
  7. SOUVENIR? NO, GRAZIE. Evitare ogni prelievo di organismi dal mare come “souvenir”, sia vivi (stelle marine ecc.), sia resti di organismi marini morti (conchiglie, strutture coralline ecc.). Nel primo caso è meglio evitare la morte di un animale per ottenerne un semplice “ricordo”. Nel secondo caso ricordiamo che ogni elemento, anche morto, ritorna nei cicli biologici dell’ecosistema marino, oltre che rappresentare una potenziale risorsa per altri organismi marini.
  8. CONTRIBUIRE ALLA RACCOLTA DI RIFIUTI. Infine, una buona abitudine, oltre a non lasciare alcun rifiuto in mare e nelle zone di passaggio, sarebbe quella di munirsi sempre di un retino in cui raccogliere i rifiuti che troviamo in mare per poi smaltirli negli appositi contenitori per rifiuti. Oltre che un grande e profondo gesto per il mare, rappresenterebbe un forte esempio per tutti.

 

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Pierpaolo Saracino

Subacqueo, naturalista, aspirante biologo marino, appassionato del mare, dei suoi tesori nascosti, e di ogni elemento del suo ecosistema. Mi immergo per esplorare, fotografare e osservare ogni angolo di vita nel mare. Studioso e curioso del mare. Scrivo e parlo del mare per farlo conoscere, ma sopratutto per farlo rispettare.

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