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Ras Mohammed: escursione via terra

Mangrovie a Ras Mohamed

Se vi è capitato di andare in vacanza in Mar Rosso a Sharm el-Sheikh, sicuramente qualche guida vi avrà proposto di partecipare ad un’escursione via terra a Ras Mohammed!
Vediamo un po’ insieme che cos’è.

Iniziamo dicendo che è un’area marina protetta istituita nel 1983 e, ad oggi, una delle località più famose
per praticare immersioni e snorkeling grazie alla sua barriera corallina. Il Ras Mohammed National Park si estende per 480 km². La sua estensione è stata ampliata (dagli originari 97 km²) proprio per permettere la salvaguardia di questo territorio a seguito del boom turistico ed edilizio avvenuto negli anni 90’.
Si trova nel punto più meridionale della penisola del Sinai, nel mezzo tra il Golfo di Suez e quello di Aqaba e comprende anche l’ isola di Tiran e l’isola di Sanafir.

 

Perché si chiama così?

Letteralmente significa “testa di Mohammed”, alcuni dicono si riferisca al capo tribù beduino che possedeva questa zona prima dell’istituzione del parco. Altri invece ritengono che la parola testa faccia riferimento al promontorio avente sembianze umane presente nella zona orientale.
I più fantasiosi vedono in questo promontorio il profilo del capo di un uomo con la barba, a cui hanno dato il nome di Mohammed.

Come arrivare a Ras Mohammed via terra?

E’ possibile raggiungere questo parco sia via terra che via mare tramite escursioni in barca.
Infatti l’area protetta è divisa tra un 70% terrestre e un 30% marino. Iniziamo parlando della parte terrestre.
Nel prossimo articolo vi darò informazioni sulla vita marina e sui principali punti per praticare immersioni.
Il parco è raggiungibile mediante autobus in circa 20 minuti dal centro di Sharm el Sheikh. Lungo il percorso ammirerete il paesaggio naturale in cui si alternano il deserto roccioso e le dune sabbiose modellate dal vento. Si arriva prima all’ingresso dove ci sono i controlli e in seguito alla Porta di Allah, ingresso monumentale del parco che testimonia la pace tra Egitto e Israele dopo la guerra del 1973.

Porta di Allah, Ras Mohammed

 

Cosa vedere a Ras Mohammed?

Se andrete in questo posto, vedrete come la leggenda e la realtà si intreccino al punto che diventa difficile distinguere ciò che è vero da ciò che non lo è. Il compito delle guide è proprio quello di raccontarvi tali leggende e incuriosirvi con la magia di questo posto.
Si tratta di un posto fantastico sia per ammirare la bellezza della barriera corallina e dei suoi abitanti marini, sia per essere un esempio di deserto roccioso incontaminato.
Approfondiamo insieme cosa vedere a Ras Mohammed e quali sono le possibili tappe:

1) Zona occidentale di di Ras Mohammed

La zona occidentale della parte terrestre di Ras Mohammed è essenzialmente pianeggiante e solcata da letti di torrenti sporadici chiamati uadi. Un esempio di spiaggia sabbiosa è Suez Beach, a volte chiamata Spiaggia di Nemo dalle guide locali.
Di solito è qui che si fa snorkeling, in quanto è possibile accedere da riva fino alla barriera e i coralli sono sufficientemente profondi da non farsi male. Ma state comunque attenti e mettete la maschera per poter vedere cosa c’è sul fondale.

2) Zona orientale di Ras Mohammed

Nella zona orientale invece le spiagge sono meno estese e più alte, infatti hanno la forma di terrazzi marini. Osservando bene le formazioni rocciose vedrete le tracce del passato: l’antico livello del mare e i fossili di coralli pleistocenici.
Pensate che i terrazzi marini più bassi sono quelli più “giovani”, dove il mare si è ritirato più recentemente. L’altezza di tali terrazzi dipende anche dai movimenti tettonici che interessano la zona.

3) Spaccature del terremoto

La visita della parte terrestre comprende anche “le spaccature del terremoto”. Si tratta di faglie create nel corso di centinaia di anni, ma che sono diventate visibili con il terremoto del 1968. In profondità queste fenditure sono collegate al mare, infatti il livello dell’acqua varia a seconda della marea, e all’interno può capitare di vedere i famosi gamberi rossi ciechi (Calliasmata pholidota).

 

Ras Mohammed

 

4) Marsa Bareika

A Ras Mohammed c’è spazio anche per i più romantici! Di solito un’altra tappa delle escursioni via terra infatti, è Marsa Bareika, chiamata anche “la spiaggia degli innamorati”: una larga baia a forma di cuore dove c’è una ripida scarpata coperta da sabbia fine. In questo punto non è possibile fare il bagno, perché si tratta di una zona protetta dove sono stati effettuati impianti di coralli; questo perché la barriera corallina ha subìto nel corso del tempo forti impatti antropici a causa delle imbarcazioni.

 

Marsa Bareika

 

 

5) Il Lago magico di Ras Mohammed

Nella porzione orientale si possono visitare anche due diversi tipi di canali, uno conduce alla Baia Nascosta (Hidden Bay), chiamata anche Lago salato o Lago magico, l’altro è il Canale delle Mangrovie.
Entrambi sono interessati dalla variazione della marea e si tratta di zone importanti per avvistare avifauna, sia migratoria che residente, tra cui aironi, cicogne e falchi.

 

Lago magico di Ras Mohammed

 

 

6) Canale delle Magrovie (Si, nel deserto c’è anche del verde!)

La parola mangrovia non fa riferimento a una specie particolare, ma comprende tutti gli arbusti e cespugli che riescono a crescere in zone salmastre, in ambienti di transizione tra terra e mare, nelle zone tropicali e subtropicali.
Le mangrovie sono importanti anche per la protezione delle coste dall’erosione e per la cattura di CO² in modo più efficiente rispetto alle foreste terrestri.
Nel Canale delle Mangrovie di Ras Mohammed vi è solo una specie di mangrovia, l’Avicennia marina, chiamata anche mangrovia grigia. Un arbusto che fiorisce da aprile a maggio, con piccoli fiori giallo-arancio.
Si tratta di piante caratterizzate da radici accessorie intrecciate (pneumatofori), che spesso hanno porzioni che emergono dall’acqua e servono per far respirare l’organismo, visto che cresce in terreni poveri di ossigeno, periodicamente invasi dall’alta marea.
Un’altra caratteristica interessante di queste piante è la capacità di tollerare grandi variazioni di salinità, dal momento che elimina i sali in eccesso attraverso delle ghiandole presenti sulle foglie. Infatti se vi avvicinate e provate a toccare le foglie (non staccatele mi raccomando!!), vi rimarrà del sale sulle dita!
Inoltre questa pianta produce dei semi che iniziano a germogliare già all’interno del frutto, quando questo è ancorato alla pianta madre. È un meccanismo comune a molte mangrovie ed è per questo che sono definite piante vivipare!
In seguito, una volta che il seme cade dalla pianta madre, può galleggiare e inizia subito a formare un primordio di radice; in modo da essere pronto a diventare indipendente dopo che l’acqua lo allontana dalla pianta genitrice.

Mangrovie a Ras Mohamed

 

7) Avifauna, insetti, molluschi, pesci e granchi violinisti

Le radici delle mangrovie funzionano da nursery area (vivai), ossia zona in cui diversi animali si riparano, si riproducono e trovano nutrimento. Oltre all’avifauna, gli insetti, i molluschi e i pesci, altri organismi che ne traggono beneficio sono i granchi, che riuscirete a vedere qualora ci sia bassa marea.
Attenzione a non scendere dove ci sono le mangrovie! Altrimenti potreste danneggiare le tane dei granchi che formano vere e proprie gallerie sotterranee.
E se fate silenzio, potrete vedere come si avvicinano i granchietti dal carapace azzurro e arti arancioni: i granchi violinisti del genere Uca. Nel maschio una chela è molto più grande dell’altra e viene usata nelle interazioni sociali e negli accoppiamenti, agitandola su e giù come se appunto suonasse il violino. Infatti la femmina, quando è ora di accoppiarsi, sceglie il maschio con la chela più grande. Nei combattimenti tra granchi maschi, essi possono perdere la grande chela, ma questo non è un problema, perché può ricrescere!

I granchi violinisti si alimentano setacciando la sabbia e trattenendo le sostanze organiche, mentre eliminano, sotto forma di palline di sabbia, il resto.

Granchio violinista Ras Mohammed

 

 

Escursione via terra a Ras Mohammed: cosa portare?

Dimenticate bar, bazar, docce, lettini, ombrelloni, perché essendo area protetta non ci sono negozi, né spiagge attrezzate! Quindi è necessario arrivare già con tutta l’attrezzatura di cui avrete bisogno in acqua. Ricordate che se non siete delfini o non siete sicuri delle vostre capacità natatorie, sempre meglio affittare
un giubbottino di salvataggio. Vi accorgerete presto di non essere i soli 🙂
E tenete a mente che le pinne possono darvi un grande aiuto in acqua!
Portate anche il documento di identità, in quanto possono chiederlo ai controlli.

 

Libro Sinai e Mar Rosso

Regole da seguire a Ras Mohammed

  • All’ingresso e ai checkpoint è assolutamente vietato fotografare i militari, quindi tenete a bada la vostra voglia di documentare i controlli!
  • Qualsiasi tipo di pesca e caccia è proibita, salvo speciale autorizzazione dall’Autorità del Parco.
  • Qualora rimaniate per il campeggio o vi fermiate a pranzo nelle famose tende beduine, ricordate di lasciare in autobus qualsiasi pregiudizio e timore! E nel caso vi stiate chiedendo se l’acqua con cui cucinano e preparano il tè è potabile: sì, lo è.
  • In acqua ricordate sempre che i coralli marini sono animali e non bisogna toccarli, né danneggiarli. Mantenete quindi una certa distanza dal reef, onde evitare di spezzare i coralli.
  • È vietato dare da mangiare agli organismi marini.
  • È vietato portar via fossili quali conchiglie, resti di coralli e sabbia. Pensate che la sabbia stessa è composta proprio da questi resti, quindi non intralciamo il naturale ciclo della materia organica.
  • Portate via le vostre cicche di sigaretta, in modo da non deturpare questo ecosistema. Anche gli altri rifiuti è necessario gettarli negli appositi contenitori o portarli via con sé.
  • Un altro piccolo accorgimento: fate attenzione alla crema solare! Cercate di sceglierne una che sia ecosostenibile e magari applicatela al mattino prima di partire, in modo che la pelle possa avere il tempo di assorbirla e non si sciolga in acqua.

 

(Fotografie di Marianna Facilone)

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Marianna Facilone

Sono una biologa naturalista e subacquea. Adoro lavorare a contatto con la natura ovunque la curiosità mi porti e cerco di trasmettere il mio interesse per l’ambiente e la sua tutela a tutte le persone che mi capita di incontrare nel mio percorso.

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Francesca Maglione
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