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Spugne

Spugna marina

Quante volte vi sarà capitato di vedere al supermercato le “spugne marine da bagno”?
Vi siete mai domandati cosa fossero realmente?

Anche se l’aspetto di questi organismi può trarre in inganno e far pensare che si tratti di alghe, le spugne sono a tutti gli effetti degli animali, sebbene abbiano un livello di organizzazione molto semplice e non presentino veri e propri tessuti e organi. Dal punto di vista della classificazione sistematica questi invertebrati appartengono al phylum Porifera e vengono per questo comunemente chiamati spugne o poriferi.
Per incontrare questi particolari organismi durante le vostre immersioni dovrete avvicinarvi a rocce e pareti: tutte le spugne infatti sono sessili, vivono cioè attaccate al substrato. In natura esistono tantissime specie di spugne con colori molto sgargianti e diversi tra loro che però sono rapidamente persi quando vengono estratte dall’acqua ed esposte all’aria.  Le loro dimensioni variano da pochi millimetri a oltre due metri di diametro e la loro forma può essere tubulare, ramificata, tondeggiante o digitiforme. Esistono anche spugne che formano dei sottili strati sopra alle rocce e vengono per questo chiamate spugne incrostanti.

Le spugne marine viste da vicino

Per comodità consideriamo un caso semplice, immaginando la spugna come un vaso costituito da pareti, una cavità centrale e un’apertura apicale. Osservando da vicino questi animali potrete notare che sulla loro superficie (le pareti del vaso) presentano moltissimi forellini (ostii), la cui funzione è quella di far entrare l’acqua all’interno dell’organismo, in una cavità chiamata spongocele.
Nel passaggio dall’esterno all’interno dell’animale, l’acqua viene filtrata da speciali cellule dette coanociti, che trattengono tutte le particelle alimentari di cui la spugna si nutre. L’acqua poi fuoriesce dall’organismo attraverso una grande apertura apicale chiamata osculo.

Le spugne sono presenti sia in acqua dolce (anche se solo 150 specie) che marina e si ritrovano in tutti i mari e a tutte le profondità. La loro grande diffusione è dovuta al fatto che solo pochissimi animali riescono a cibarsene: i loro predatori principali sono i nudibranchi, ai quali si aggiungono poche specie di pesci di barriera.
Sembra proprio che il loro sapore sia repellente per la maggior parte degli animali marini.

Riproduzione delle spugne marine

Le spugne si possono riprodurre in due modi, per via asessuale e per via sessuale.
Nel primo caso si distaccano dall’organismo genitore delle piccole gemme, dalle quali si origineranno nuovi
individui. La riproduzione sessuale è invece di gran lunga più scenografica e, se sarete fortunati, potrete assistere in diretta a questo particolare spettacolo. Al momento della riproduzione, le spugne emettono simultaneamente gli spermatozoi, che fuoriescono dall’osculo formando una densa nube che ricorda molto l’eruzione di un vulcano. Gli spermatozoi vanno poi a fecondare le uova all’interno delle spugne vicine entrando attraverso gli ostii. Dall’unione tra spermatozoo e uovo si origina una piccolissima larva che viene rilasciata nella colonna d’acqua e trasportata dalle correnti fino al luogo che diventerà la sua nuova casa.

Utilizzo delle spugne marine

Fin dall’antichità, gli scheletri fibrosi di alcune specie di spugne sono stati utilizzati dall’uomo: grazie alla loro grande capacità di assorbire i liquidi trovavano grande applicazione nell’ambito dell’igiene personale e della pittura. Tradizionalmente, le spugne mediterranee sono state considerate le più pregiate e la specie maggiormente utilizzata è stata la Spongia officinalis.

Attualmente le spugne sintetiche, in virtù del loro prezzo molto più economico, hanno quasi completamente sostituito le spugne naturali anche se la loro qualità è nettamente inferiore rispetto a quella delle spugne marine. Più di recente anche le case farmaceutiche hanno mostrato interesse per questo gruppo di organismi: da essi infatti è possibile estrarre efficaci trattamenti contro la leishmaniosi e le infezioni erpetiche.

Avreste mai immaginato che dietro ad una spugna ci potesse essere un mondo così complesso e affascinante?
Sono sicura che da oggi non le guarderete più con lo stesso occhio!

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Giulia Pellizzato

Biologa marina, subacquea ed acquarista, che sia in una vasca o in mare aperto non riesco a stare lontana dall’acqua! Amo studiare gli animali marini e far conoscere alle persone le meraviglie del mondo subacqueo.

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