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Capodoglio

Capodoglio

 

Vivono in mare ma non sono pesci, assomigliano alle balene ma sono provvisti di denti…avete capito di chi si tratta? Immergiamoci insieme nel magico mondo dei capodogli!

Anatomia dei capodogli

Anche se il loro aspetto può ricordare quello delle balene, i capodogli appartengono invece al gruppo degli odontoceti, ossia quei cetacei che, come orche e delfini, sono provvisti di denti invece che di fanoni . Raggiungendo i 18 m di lunghezza e superando le 45 tonnellate di peso, i capodogli rappresentano gli odontoceti di maggiori dimensioni.

La caratteristica inconfondibile di questi animali è sicuramente la forma della testa: essa è infatti arrotondata e di notevoli dimensioni, occupando 1/3 della lunghezza dell’animale. Questa peculiare conformazione è dovuta alla presenza al suo interno dell’organo dello spermaceti. Questo particolare organo è riempito da una sostanza (lo spermaceti) dalla consistenza cerosa, utilizzata dall’animale per regolare il proprio assetto in immersione. In cima alla testa è presente lo sfiatatoio, attraverso cui l’animale respira quando riaffiora in superficie.
A differenza degli altri cetacei, nei capodogli lo sfiatatoio non si trova in posizione centrale, bensì nella porzione sinistra della testa. Questo fa si che il suo spruzzo sia inclinato verso sinistra, rendendolo facilmente distinguibile da quello degli altri mammiferi marini durante le uscite di whale watching.
I capodogli si differenziano dagli altri cetacei anche per le dimensioni delle loro pinne pettorali: esse sono infatti molto piccole, a tal punto che a malapena si notano quando si osserva l’animale.




 

Campioni di pesca in apnea

I capodogli sono predatori e la loro pietanza preferita è rappresentata dai calamari giganti.
Poiché questi animali vivono a grandi profondità, i capodogli si immergono fino a 3000m per trovarli, trattenendo il fiato per più di 1 ora! Sebbene le dimensioni di questi cetacei superino quelle delle loro prede, la caccia al calamaro è un’impresa abbastanza faticosa.
Queste creature infatti non si arrendono senza lottare e, una volta finiti tra le fauci del capodoglio, cercano di uscirne con tutte le loro forze….e ventose, lasciando evidenti ferite intorno alla bocca del predatore. Dopo un tale sforzo, questi campioni di apnea si portano in superficie per riposare, generalmente per una decina di minuti.
Poiché a tali profondità la luce scarseggia, i capodogli non possono contare sulla loro vista per individuare le proprie prede. Come i cugini delfini, questi cetacei si affidano quindi all’ecolocalizzazione, che gli permette di ricevere informazioni sull’ambiente circostante e sulla presenza di potenziali prede.

Nel video che segue puoi vedere una rappresentazione animata di un capodoglio mentre caccia un calamaro gigante. Prendi fiato prima di vederlo!

 

 

 

Minacce e conservazione

Come romanzato nel libro Moby Dick, i capodogli sono stati oggetto di pesca per quasi due secoli (dal 1800 al 1987), attività che ha spinto questi fantastici animali quasi sull’orlo dell’estinzione. Il valore commerciale dei capodogli risiedeva principalmente nello spermaceti, tradizionalmente utilizzato come olio per lampade, come lubrificante e per produrre candele.
Fortunatamente oggi la pesca di questi animali è proibita e non rappresenta più una minaccia per la sopravvivenza di questa specie. Tuttavia, allo stato attuale, i capodogli sono ritenuti una specie vulnerabile e stanno ancora cercando di recuperare dopo le ingenti perdite causate dall’industria baleniera.

 

Curiosità sul capodoglio

Un gruppo di ricercatori ha recentemente fatto una scoperta unica, portando alla luce un’altra peculiarità di questi incredibili giganti legata al loro modo di dormire. A differenza degli altri cetacei, che riposano solo metà cervello alla volta in modo da rimanere sempre in stato di veglia, i capodogli invece non resistono ad una rigenerante pennichella.
Quando è il momento di dormire questi animali assumono una posizione verticale, chiudono gli occhi e senza più muovere un muscolo si lasciano cadere in un sonno profondo.




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Giulia Pellizzato

Biologa marina, subacquea ed acquarista, che sia in una vasca o in mare aperto non riesco a stare lontana dall’acqua! Amo studiare gli animali marini e far conoscere alle persone le meraviglie del mondo subacqueo.

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