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Pesce Pappagallo

Pesce pappagallo

 

Qual è il primo animale che vi viene in mente sentendo la parola “becco”? Sono sicura che il 99,9% di voi ha immaginato un uccello…giusto? Sembra incredibile ma sentendo quella parola nella mia mente si materializza invece l’immagine di un pesce. Se vi state chiedendo quale sia la connessione tra becco e pesce, immergetevi con me nel colorato mondo dei pesci pappagallo!

 

Il pesce con il becco

I pesci pappagallo sono rappresentati da circa 80 specie costituenti la famiglia Scaridae. La loro distribuzione è quasi completamente tropicale, ad eccezione di un paio di specie che vivono nel mar Mediterraneo.
Questi sono animali dalle brillanti colorazioni, dalla forma abbastanza tozza e di dimensioni in media tra i 30 e i 50 cm.
La loro caratteristica più particolare, alla quale devono il nome di pesce pappagallo, è la peculiare dentizione. In questi animali infatti i denti sono fusi insieme a formare un robusto becco che ricorda in tutto e per tutto quello di un pappagallo. Questa unica forma della bocca è di fondamentale importanza per questi pesci al momento dell’alimentazione.

Essi sono infatti erbivori e, in particolare, vanno ghiotti delle alghe che crescono sulla superficie di rocce e coralli marini. Grazie al becco, i pesci pappagallo riescono a grattare efficientemente le alghe dalla superficie del reef, producendo un caratteristico rumore.

Spesso il “morso” del pesce pappagallo non si limita alla superficie, bensì scava nello scheletro del corallo lasciando evidenti cicatrici. Proprio per questa ragione infatti, i pesci pappagallo rientrano fra i cosiddetti predatori di coralli. Anche se può sembrare controintuitivo, in questo modo i pesci pappagallo svolgono un grande servizio per i coralli. Alghe e coralli infatti competono continuamente per lo spazio nel reef: rimuovendo le prime, i pesci pappagallo liberano spazio per la crescita dei secondi.

É per questa ragione che è di vitale importanza non dare mai da mangiare ai pesci selvatici: se sazi, i pesci pappagallo non rimuoveranno più le alghe dalla superficie dei coralli, con catastrofiche conseguenze per la loro sopravvivenza.

 

Pesce pappagallo

 

L’incredibile origine della sabbia corallina

Una delle caratteristiche più attraenti delle spiagge tropicali è sicuramente la candida sabbia: bianca e soffice, è perfetta per una romantica passeggiata con la propria dolce metà.
Ma l’origine della sabbia corallina è tutt’altro che romantica e il processo con cui viene a formarsi è talmente incredibile che stenterete a crederci.

Come visto nel precedente paragrafo, i pesci pappagallo, grattando la superficie dei coralli con il loro robusto becco, ingeriscono anche parte dello scheletro duro di questi animali. Tuttavia essi non sono in grado di digerire il carbonato di calcio di cui è composto lo scheletro dei coralli e così lo espellono insieme alle feci sotto forma di finissima sabbia, creando una caratteristica “nuvola”.

Un singolo pesce pappagallo può arrivare a produrre 100kg di sabbia all’anno…incredibile vero?!

Sono certa che da oggi non guarderete più alle spiagge tropicali con gli stessi occhi. 😀

 

Una culla di…muco

Proprio come noi i pesci pappagallo amano dormire la notte e per farlo cercano riparo nelle piccole fenditure tra i coralli del reef. La notte pero è anche il momento in cui i predatori sono più attivi ed è quindi necessario prendere delle precauzioni per evitare di diventare la cena di uno squalo affamato.
Per questo motivo, prima di mettersi a dormire, i pesci pappagallo secernono una bolla di muco intorno al loro corpo nella quale sono completamente inglobati.  La funzione di questa barriera mucosa è duplice:

  1. impedisce ai predatori di fiutare i pesci pappagallo,
  2. agisce da sistema di allarme qualora un predatore sferri un attacco.

Davvero geniale, non trovate?

 

Curiosità sul pesce pappagallo

Raggiungendo il metro e mezzo di lunghezza e i 75 kg di peso, il pesce pappagallo gigante (Bolbometopon muricatum) è senza dubbio il rappresentante più grande della famiglia Scaridae. Oltre che per le notevoli dimensioni, questa specie è facilmente identificabile grazie alla grossa protuberanza presente sulla fronte degli individui adulti (una sorta di grande bernoccolo) ed utilizzata dai maschi per difendere il proprio territorio.
Come?  Prendendo letteralmente a testate gli avversari!

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Giulia Pellizzato

Biologa marina, subacquea ed acquarista, che sia in una vasca o in mare aperto non riesco a stare lontana dall’acqua! Amo studiare gli animali marini e far conoscere alle persone le meraviglie del mondo subacqueo.

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