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Polpi: intelligenza…flessibile

Tra tutti gli animali marini, i polpi meritano sicuramente un posto tra gli organismi più complessi ed affascinanti. Il loro aspetto buffo e la mancanza di un arsenale appariscente nascondono la vera natura di predatori implacabili, che fanno di una incredibile intelligenza la loro sorprendente arma vincente.

 

Corpo molle e muscoli d’acciaio

Come tutti i molluschi, i polpi sono caratterizzati da un corpo molle e privo di uno scheletro rigido. A differenza di molti dei loro parenti, però, il corpo dei polpi non è neppure racchiuso da un involucro protettivo, mostrando così apertamente la propria natura flessibile.
L’assenza di strutture mineralizzate non deve però trarre in inganno: i polpi sono animali tutt’altro che indifesi, e si collocano tra i più temibili predatori degli oceani.
Dal punto di vista tassonomico, i polpi sono molluschi cefalopodi come le seppie, i calamari e i nautili (i rappresentanti più primitivi di questa classe di animali). A differenza degli altri gruppi, però, i polpi possiedono otto braccia, andando così a comporre (insieme agli argonauti) l’ordine degli “ottopodi”.

Le braccia dei polpi sono forti e poderose e sono dotate di potenti ventose muscolari con le quali questi animali possono spostarsi, ancorarsi saldamente alle pareti della tana e sopratutto afferrare e trattenere le loro prede. Nei maschi, uno dei tentacoli ha anche la funzione di organo copulatorio, che viene inserito nella cavità palleale del corpo della femmina e da dove vengono rilasciate le spermatofore contenenti il seme.

 

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Tre cuori… ed una tana

Le caratteristiche anatomiche dei polpi sono davvero sorprendenti. La loro evoluzione, infatti, rappresenta secondo alcuni la risposta dei molluschi alla comparsa dei pesci. Prima che questi facessero il loro ingresso nell’immenso palcoscenico della vita di questo pianeta, infatti, gli invertebrati dominavano gli oceani e il grado di complessità anatomica e neurologica era piuttosto ridotto. La comparsa dei vertebrati rappresentò un balzo in avanti notevole dell’evoluzione: con loro erano infatti comparsi animali veloci, intelligenti e dai comportamenti sociali e predatori complessi. Sensi raffinati come la linea laterale, le ampolle di Lorenzini ed una vista più acuta facevano dei pesci il “non plus ultra” della tecnologia vivente. Per far fronte a tanta innovazione, alcuni gruppi di molluschi si evolsero dando vita ai moderni cefalopodi e riuscendo a trovare soluzioni nuove ed altrettanto efficaci.
Il sistema cardiovascolare dei polpi, ad esempio, è unico: a monte del cuore sistemico, ossia il cuore principale che pompa il sangue verso i tessuti, esistono altri due cuori accessori, o cuori branchiali, che pompano con forza il sangue proveniente dai tessuti verso le branchie, dove avverranno gli scambi gassosi, e da qui al cuore principale.

Neuroni giganti e cervello diffuso: il segreto dell’intelligenza dei polpi

Anche il sistema nervoso dei polpi è assolutamente affascinante: il cervello è grande racchiuso in un cranio cartilagineo e riesce ad elaborare informazioni complesse e predisporre risposte che rivelano una intelligenza davvero notevole. Inoltre una parte importante dell’intelligenza dei polpi è localizzata direttamente nelle braccia, dove gruppi di neuroni si riuniscono a formare dei “gangli” periferici che costituiscono una sede distaccata ed autonoma del sistema nervoso dell’animale. Gli stimoli esterni vengono infatti elaborati e le informazioni condivise con i gangli delle altre braccia senza passare attraverso il cervello, organizzando risposte immediate in cui gli ordini, per così dire, provengono direttamente da queste sedi periferiche della loro intelligenza.

Mancando di una guaina mielinica, ossia il rivestimento eterno che permette ai neuroni dei vertebrati di far viaggiare le informazioni a velocità molto elevata anche con diametri ridotti, alcuni neuroni dei cefalopodi, deputati a trasferire informazioni ad alta velocità, si sono evoluti in cellule dal diametro molto grande, permettendo di trasferire informazioni a velocità paragonabili a quelle dei vertebrati.

Anche gli occhi dei polpi sono molto complessi…

Occhi del polpoGli occhi dei polpi sono molto complessi e hanno un grado di raffinatezza paragonabile a quello dei vertebrati. Questa similitudine è però solo apparente: dal punto di vista anatomico infatti gli occhi dei cefalopodi e quelli dei vertebrati sono molto diversi: nei vertebrati infatti l’occhio è di tipo “inverso” mentre nei polpi è “converso” ossia diretto. Si tratta, quindi, di un tipico esempio di convergenza adattativa, per il quale due gruppi di animali hanno evoluto strutture apparentemente simili per svolgere le medesime funzioni, ma in maniera del tutto indipendente gli uni dagli altri.

 

In maniera apparentemente contrastante rispetto alle incredibili capacità di mimetismo di questi eccezionali animali, gli occhi dei polpi non sono in grado di distinguere i colori.

Almeno, non come lo intendiamo noi. Nell’occhio dei vertebrati, infatti, sono presenti quattro tipi di fotorecettori, di cui tre a forma di cono sensibili alla luce in tre differenti range di lunghezza d’onda. Dal confronto tra i segnali registrati dai 3 diversi tipi di coni si determina la visione dei vari tipi di colori; nella retina dei polpi, invece, sono presenti fotorecettori di un unico tipo, a forma di bastoncello, che però sono capaci di distinguere la diversa polarizzazione della luce. E’ quindi questo il tipo di informazione utilizzato dai polpi per distinguere, a modo loro, i colori e riprodurli efficacemente sulla propria pelle.

 

L’arsenale segreto del polpo

Come abbiamo già detto, i polpi sono temibili cacciatori. Allo stesso tempo, però, sono anche prede molto ambite dai grossi predatori dell’oceano come cernie, murene e mammiferi marini. Per poter sopravvivere in un mondo altamente competitivo come quello acquatico i polpi hanno sviluppato una considerevole dotazione di armi all’apparenza poco visibili.
Vediamole insieme:

  1. Parlando di doti poco visibili, il mimetismo è quella che maggiormente risponde a questa definizione. La capacità di rendersi invisibili assumendo il colore delle rocce su cui si trovano è una caratteristica tipica dei polpi, che riescono in questa impresa grazie a speciali cellule della pelle, dette cromatofori, che possono distendersi o contrarsi in modo da nascondere o mostrare il proprio colore. La pelle è formata quindi da un infinito mosaico di cromatori di colore differente e questi vengono “aperti o chiusi” in modo da far assumere all’animale la combinazione di colori voluta. Il controllo di questa funzione è affidato al sistema nervoso centrale, quindi avviene per una precisa decisione dell’animale, al contrario di quanto accade ad esempio nei camaleonti, in cui il colore è sotto controllo del sistema endocrino e risponde quindi a variazioni di tipo ormonale.
  2. La cosiddetta “ghiandola del nero” è un’altra formidabile arma a disposizione di polpi e seppie, e consente loro di confondere i propri predatori spruzzando nell’acqua una nuvola di inchiostro.Ghiandola del nero del polpoIl polpo in fuga infatti, compie dei movimenti a zig zag e rilascia contemporaneamente nell’acqua l’inchiostro che lo nasconde e disorienta il nemico, permettendo al mollusco di nascondersi rapidamente senza lasciare il tempo al predatore di scorgere il suo nuovo nascondiglio.Alcuni polpi che abitano gli abissi, dove non vi è luce, hanno sostituito l’inchiostro con del liquido bioluminescente prodotto grazie alla simbiosi con particolari batteri.
  3. Infine, al centro dei tentacoli i polpi hanno una bocca dotata di un potente becco corneo con cui molte specie sono in grado di iniettare una veleno in grado di paralizzare rapidamente le povere prede, rappresentate principalmente da crostacei ed altri molluschi.

 

 

 

 

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Marcello Cotugno

Sono Dottore in Biologia marina, sommozzatore professionista e comunicatore per vocazione. Nella vita ho cambiato tante volte città senza perdere mai di vista il mare. Il mare è la mia passione, raccontarvelo... la mia missione!

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