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Razza

Razza comune

 

Chi sono le razze?

Le razze sono imparentate con gli squali più di quanto vogliano far sembrare; infatti appartengono alla loro stessa classe: i Condritti, ossia animali con scheletro cartilagineo. In realtà, dopo la comparsa di questa classe circa 400 milioni di anni fa, le razze si sono staccate molto presto dagli squali, rientrando nell’ordine dei Mylobatoidei.
Il termine razza indica una varietà enorme di animali, per semplicità ci soffermeremo sulle caratteristiche principali delle famiglie per poi descrivere le razze più comuni che si possono incontrare facendo snorkeling e immersioni nei mari tropicali e nel Mar Mediterraneo.

 

Innanzitutto…Perché le razze assomigliano a dei dischi?

Quando pensiamo alla razza pensiamo sempre a un disco più o meno grosso sul fondo con una coda dotata di un aculeo pericolosissimo! Effettivamente la caratteristica peculiare di questi animali è proprio la forma del loro corpo: sono discoidali con la larghezza più grande di circa un terzo rispetto alla lunghezza e perfettamente adattati alla vita bentonica, cioè sul fondo.
L’evoluzione ha portato che questi animali sviluppassero notevolmente le pinne pettorali proprio perché utilizzate come organo propulsore. Questo ha portato all’allargamento delle stesse diventando un tutt’uno con il resto del corpo e permettendo dei movimenti leggiadri e molto rapidi, perfetti per una vita da cacciatore mimetico!
La forma del corpo degli animali dice sempre molto sulle loro abitudini e stile di vita: l’organo propulsore dello squalo è la coda e per questo ha sviluppato questa fisionomia allungata; a differenza invece della razza che ha prediletto un diverso tipo di propulsione.

Razza

 

Come riconoscere la razza?

Oltre alla singolare forma del corpo, ci sono caratteristiche che saltano subito agli occhi per poterla riconoscere:

  • Il muso nella maggior parte delle specie è inglobato perfettamente in questo disco ed è un tutt’uno con il resto del corpo. Il dorso rispetto al ventre non ha particolari bombature ed è per lo più piatto, possiamo osservare la presenza degli occhi e subito arretrati rispetto ad essi, gli spiracoli.
  • Gli spiracoli sono delle aperture con funzione respiratoria che permettono l’entrata d’acqua e quindi ossigeno nell’organismo per poi essere espulsa dalle branchie senza che l’animale debba nuotare. Questo speciale adattamento è tipico degli animali che vivono in agguato sul fondo; infatti sono molto più grandi rispetto ad animali che conducono vita pelagica (in mare aperto), appunto perché possono immettere acqua nelle branchie direttamente dalla bocca e perciò la funzione dello spiracolo è meno accentuata.
  • La bocca è nella parte ventrale del corpo, ed è provvista di una dentatura molto robusta, con denti molto singolari: non sono appuntiti ma arrotondati gli uni vicini agli altri a creare una piastra compatta. Perché questo? Perché le razze sono dei durofagi, cioè si cibano di prede con guscio o scheletro calcareo robusto e perciò hanno bisogno di un morso potente per riuscire a romperli.
  • Le altre pinne come dorsali, pelviche e anali spesso sono totalmente regredite, modificate oppure sono molto piccole. La pinna dorsale, quando c’è, compare in posizione arretrata, all’incirca sopra le pinne pelviche e prima della coda.
  • La colorazione è molto diversa dipendentemente dal tipo di fondale che l’animale sceglie come casa. I colori più comuni sono il marrone dal più chiaro al più scuro, giallognolo, grigio e a macchie dai colori più diversi.
  • Le dimensioni sono molto varie: da pochi cm fino a 2-3 metri di larghezza nei trigoni più grandi.
  • La coda è lunga e sottile ma molto robusta. È dotata di uno o più aculei ben visibili in base alla specie.

Action cam Crosstour

Dove vive e cosa mangia la razza?

Le razze si trovano in tutti i mari tropicali del mondo: dal Pacifico alle coste dell’Atlantico, ma anche in alcune zone temperate come il nostro Mar Mediterraneo che ospita alcune di queste specie. La maggior parte delle specie sono bentoniche, cioè vivono sul fondo, sia in zone prevalentemente coralline sia in fondali sabbiosi, prediligendo comunque la sabbia ai fondali rocciosi. Alcune specie invece, vivono in mezzo alla vegetazione oceanica, chiamata kelp. La loro particolare forma appiattita e il loro colore le rende in grado di mimetizzarsi in modo esemplare. Grazie anche alle pinne pettorali espanse, si ricoprono il dorso di sabbia e “scompaiono” per la maggior parte della giornata, ad esclusione dei loro occhi sempre vigili e attenti ai movimenti intorno a loro.
Le razze sono dei predatori molto abili e veloci: cacciano per lo più di notte animali come crostacei, molluschi e piccoli pesci.

A differenza di quello che si potrebbe pensare non uccidono le prede con il loro aculeo velenoso ma bensì con il robusto morso. La potenza del loro morso è appunto dato dalla particolare forma dei denti, inoltre riescono a immobilizzare la preda formando una sorta di ombrello con il loro disco intorno a essa, non permettendogli alcuna via di scampo dalla bocca. Non sono animali particolarmente sociali, ma con l’abbondanza di cibo possono creare gruppi anche molto numerosi intorno ai “banchetti”.

 

La marcia in più della razza

Quali strategie hanno sviluppato le razze per avere un’evoluzione così efficace? Le razze, come tutti gli altri animali utilizzano i cinque sensi per interagire con l’ambiente circostante: vista, olfatto, tatto, udito e olfatto. Sono dei condritti e questo significa che questi sensi sono stati sviluppati in modo molto efficace, garantendo una percezione della realtà visibile e non visibile a 360 gradi. Non solo però… Le razze come loro cugini squali, possiedono un sesto senso ossia l’elettrorecezione.
Questo particolarissimo senso permette di percepire i campi elettrici prodotti da qualsiasi corpo vivente nel raggio inferiore ai 50 cm. Riescono a farlo grazie a particolari cellule ripiene di gelatina elettroconduttiva situate appena sotto la pelle e in particolare sul muso. Queste cellule sono appunto dette Ampolle di Lorenzini.

 

Razze sul fondale

 

Come si riproduce la razza?

Le razze maschio, come gli squali, possiedono due peni chiamati pterigopodi, derivanti dalla trasformazione delle pinne pelviche. Questo rende possibile distinguere i maschi dalle femmine negli esemplari adulti. Quando i maschi saranno sessualmente maturi, questi organi si calcificano e diventano pronti per l’accoppiamento. L’evoluzione ha portato questo particolare sviluppo per garantire la sopravvivenza della specie: se un pterigopodio dovesse danneggiarsi, possono comunque avere la possibilità di accoppiarsi. L’accoppiamento avviene per richiamo ormonale da parte della femmina tramite segnali chimici disciolti in acqua e comportamentali.
Il periodo favorevole di riproduzione delle razze va dalla primavera all’estate e, in seguito avviene una gestazione di tre mesi per poi partorire dai 2 ai 4 piccoli. Dipendentemente dalla specie, le femmine hanno un parto ogni anno oppure ogni due.

Le razze fanno pochi piccoli e cercano di garantirne la sopravvivenza partorendoli già di grosse dimensioni e soprattutto capaci di cacciare autonomamente. La femmina partorisce sempre in acque basse o in luoghi riparati nella vegetazione proprio per garantire una minor presenza di predatori. Una volta partoriti i piccoli, non esistono cure parentali e la femmine se ne separa subito.
La gestazione dura tre mesi e la madre produce uova molto ricche di tuorlo che garantiscono la crescita del feto fino a metà del suo sviluppo. Da lì in poi sarà la madre stessa a nutrirli tramite ingestione, trasmissione cutanea o a particolari strutture collegate al suo intestino; appunto per questo le razze sono animali vivipari aplacentati. Il loro ciclo vitale è perciò molto complesso, proprio come negli squali e al momento non si hanno dati precisi sulla durata della loro vita in libertà ne a quale età siano sessualmente pronte per riprodursi.

 

Come dobbiamo comportarci con le razze?

Grazie alle loro abitudini sono facilmente avvistabili in immersione sia di notte quando sono molto attive, sia di giorno quando si riposano sul fondale. Aguzzate bene la vista!
Quando avvistiamo una razza, possiamo avvicinarci tranquillamente se non sta cacciando o è impegnata in qualche faccenda!
È importantissimo NON toccarla perché anche se l’aculeo o aculei si trovano solo nella lunga coda, un movimento brusco potrebbe spaventarla e pungervi prima ancora che abbiate capito cosa stia succedendo! Non fatevi ingannare dal fatto che in alcuni acquari si possano accarezzare,perché nella maggior parte delle volte, l’aculeo è stato asportato.

 

Come comportarsi con le razze

Questa coda molto temuta… Se ci dovesse pungere?

Prima di tutto ricordiamoci sempre che gli animali non vanno mai toccati ne nutriti in nessun modo.
La razza punge per difendersi non per attaccarci, essendo un animale che vive ben mimetizzato sul fondo può succedere che non lo si noti e che la nostra presenza possa spaventare l’animale. La razza non è considerata un animale pericoloso per l’uomo, tutti gli attacchi si sono rivelati degli incidenti e quelli mortali sono stati davvero rarissimi. Si può semplicemente prevenire questi spiacevoli incidenti non toccando mai nulla sul fondo e, soprattutto per lo snorkeling, rimanere sempre a pelo d’acqua e mai mettersi in piedi sulla barriera corallina o sulla sabbia. Seguendo questa semplice regola potrete ammirare la razza in totale sicurezza e piacere.

Nella coda possono essere presenti uno o due aculei e alla loro radice si trovano due ghiandole velenifere che secernono una sostanza in grado di uccidere le cellule, provocando inoltre contrazioni muscolari. L’azione di questo processo è necrotizzante e a questo si unisce la possibilità di infezioni batteriche anche gravi. Qualora venissimo punti dal suo aculeo, la prima cosa da fare è bagnare con molta acqua calda (dolce o salata) tra i 42°C e i 45°C la parte interessata e, se dovesse sanguinare, tenere ben premuto sulla ferita. In ogni caso, bisogna andare da un medico e seguire le procedure di primo soccorso. La puntura di per sé stessa, se pur dolorosa non è letale. Il veleno iniettato e l’infezione provocata creano il vero problema da curare immediatamente.

 

Sono una razza non una manta o un’aquila di mare!

La razza viene spesso confusa con mante e aquile di mare, la differenza però è molto evidente: le prime vivono sul fondo, come abbiamo detto, mentre le seconde sono animali che nuotano nella colonna d’acqua, per lo più simili a degli “uccelli”; infatti le loro pinne dorsali sono diventate delle specie di ali da permettere di librarsi nell’acqua con delicatezza ed eleganza.
Mante e aquile di mare non tendono nemmeno a mimetizzarsi, hanno il classico colore degli animali pelagici ossia ventre chiaro e dorso scuro, se pur con qualche variazione. Le nostre amiche razze invece spesso e volentieri non vengono notate sullo sfondo del reef e le troveremo sempre vicino ad esso piuttosto che nella colonna d’acqua.

Ma se ancora non siete particolarmente convinti di quello che state osservando, ci si può concentrare sulla posizione della bocca: nelle razze è ventrale perciò se è sul fondo non riusciremo a notarla, mentre per mante e aquile di mare è in posizione apicale e comunque ben evidente sul muso.

 

Chi sono i nemici della razza?

Il principale nemico della razza è lo squalo martello maggiore che va ghiotto di questi animali. Grazie al suo speciale martello ricco di cellule sensoriali e Ampolle di Lorenzini riesce a captare la presenza della razza perfettamente mimetizzata sotto la sabbia. La razza, da canto suo, può difendersi con il suo aculeo velenoso e con la sua vasta esperienza di mimetismo criptico: capacità grazie al proprio colore, alla propria forma o a qualsiasi altra strategia, di mimetizzarsi con l’ambiente circostante.

 

 

Schede identificazione pesci

 

Quali razze possiamo facilmente incontrare?

La più famosa e conosciuta famiglia di razze si chiama Dasyatidae che comprende specie di acque dolci e salate comunemente chiamate pastinache o trigoni:

  • La razza più famosa del reef tropicale è il trigone a macchie blu (Taeniura lymma), chiamato in inglese blue spotted ray.
    Si chiama così chiaramente perchè ha il dorso giallognolo e macchiato con dei piccoli pallini blu elettrico, mentre due strisce blu corrono lateralmente verso la coda. È una razza mediamente piccola con 35 cm di diametro circa. Un’altra caratteristica distintiva è di avere dei grossi occhi arancioni molto attenti ad ogni minimo movimento.
    La possiamo trovare nelle acque tropicali dell’Oceano Indiano e Oceano Pacifico ma sempre nella barriera corallina, suo habitat preferito per eccellenza. Nascondendosi negli anfratti o sotto qualche corallo tavola, si può ammirare mentre si riposa all’ombra, per poi attivarsi durante la notte.
  • Un’altra razza tropicale comune è il trigone dalle macchie nere (Taeniura meyeni), chiamato in inglese round ribbontail ray. È un trigone che può raggiungere notevoli dimensioni, fino a due metri di larghezza. È facilmente riconoscibile per la sua colorazione: il dorso grigio è cosparso di macchie nere mentre il ventre è bianco. A differenza di altre razze, questo trigone non ha la coda particolarmente lunga ma comunque è provvista di aculeo velenifero. È un animale molto curioso che si avvicina spesso all’uomo, non è aggressivo ma non bisogna, per nessun motivo, toccarlo. In genere lo si trova facilmente di notte mentre caccia nella barriera corallina, mentre di giorno riposa sul fondale sabbioso tutto ricoperto di sabbia per mimetizzarsi meglio.
  • La razza comunemente presente anche nel Mar Mediterraneo, oltre che nei mari tropicali è il trigone pastinaca (trygon pastinaca), chiamato in inglese common stingray. Questo trigone può raggiungere dimensioni notevoli, fino ad un metro e mezzo di larghezza per due metri e mezzo di lunghezza. La colorazione è scura sul dorso, variando dal grigio, marrone fino al verde olivastro; mentre il ventre è chiaro. La coda è provvista di un aculeo seghettato e velenifero. Si possono trovare di giorno mentre riposano sotto a qualche masso anche a profondità poco elevate; o per i più fortunati, in caccia durante le immersioni notturne!

 

 

Razza nascosta sotto la sabbia

Curiosità sulle razze

Nel nostro immaginario siamo sempre stati abituati a pensare che le razze vivano sul fondo ma comunque ad una profondità facilmente osservabile sia facendo snorkeling che immersioni. In realtà, questi stupendi animali hanno sviluppato adattamenti particolari nel corso della loro evoluzione.
Alcune specie (circa 70 conosciute al momento) sono in grado di sopravvivere anche a profondità elevate (fino a 3000 metri), gestendo benissimo tutte le peculiarità di questi luoghi, come ad esempio la pressione e l’oscurità. Questo sta a dimostrare che questi animali sono pieni di risorse e si sa ancora molto poco di loro. Grazie alla curiosità di noi subacquei e alla collaborazione nella ricerca, riusciremo a scoprirne sempre di più ed a esserne ancora più affascinati!

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Chiara Chiorboli

Biologa marina e istruttrice subacquea, la passione per il mare è sempre stata la colonna portante della mia vita. Amo presentare le bellezze del mondo sommerso e soprattutto farle rispettare. Viaggiando da dieci anni ho capito che ogni mare è bello a modo suo e ogni animale che lo abita ha qualcosa da raccontarci!

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