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Squalo nutrice

Squalo nutrice

 

Squalo a chi? L’elegantissimo squalo nutrice assomiglia ad un gattone della barriera corallina, vediamo perchè!
L’origine del suo nome Ginglymostoma cirratum sembra sia un misto tra greco e latino e non è ben definito il suo significato. Pare che sia stato chiamato così a causa della forma a cerniera (cirratum) della sua bocca. Il termine inglese però “nurse shark” deriva da una parola arcaica “nusse” che significa “cat fish” cioè squalo gatto.
Gli squali sono tra gli animali più antichi della Terra, i primi sono comparsi circa 400 milioni di anni fa, superando l’espansione ed estinzione dei dinosauri e differenziandosi in circa 440 specie. Questi maestosi animali sono gli indiscussi sovrani dei mari grazie ad una fisionomia perfetta, ad una straordinaria capacità di adattamento e alle più stravaganti strategie riproduttive. Ognuno di loro ha sviluppato caratteristiche uniche, proprio come lo squalo nutrice!

Descrizione e caratteristiche dello squalo nutrice

Lo squalo nutrice fa parte dell’ordine degli Orectolobiformi che comprende 39 specie di squali tra cui lo squalo balena, squalo zebra e lo squalo tappeto. Le caratteristiche peculiari che li accumunano sono di avere la bocca molto più avanti rispetto agli occhi, un paio di pinne anali, le due pinne dorsali arrotondate con la prima molto più grande rispetto la seconda e infine 5 fessure branchiali (il numero di fessure branchiali è determinante per la loro classificazione).

 

Subacqueo con squalo nutrice

 

Come riconoscere lo squalo nutrice

  • Questo squalo raggiunge dimensioni fino a 4 metri e 30 cm per 150 kg di peso e i maschi sono grandi tanto quanto le femmine,
  • La sua colorazione è molto peculiare e riconoscibilissima: l’adulto varia da un giallognolo ad un marrone molto chiaro fino a uno più scuro, mentre i giovani fino a 60 cm hanno delle piccole macchie nere su tutto il corpo con un contorno più chiaro. Man mano che crescono, queste macchie risulteranno sempre meno evidenti fino a scomparire,
  • La pelle è costituita da innumerevoli scaglie minuscole (dette scaglie placoidi) costituite da dentina e molto simili ai nostri denti! Queste scaglie, presenti in tutti gli squali, nello squalo nutrice assumono diverse tonalità di colore dal giallo chiaro fino al nero, creando stupende sfumature sulla pelle. La loro funzione è garantire un’efficace idrodinamicità in quanto la maggior parte di esse punta verso la parte posteriore del corpo annullando l’attrito con l’acqua. Sono abbastanza semplici da vedere anche a occhio nudo se si è particolarmente vicini allo squalo! Fateci caso!
  • È caratterizzato dalla pinna caudale (coda) molto lunga che può raggiungere un quarto del suo corpo.
  • Occhi chiari e molto piccoli situati in posizione laterale tra bocca e fessure branchiali; che permettono a questi squali vedervi fino a 10 m di distanza!

 

Squalo nutrice

 

Dove vive e cosa mangia lo squalo nutrice?

Lo squalo nutrice vive nelle barriere coralline delle acque costiere tropicali degli oceani Atlantico, Indiano e Pacifico. In questo ambiente trova tutto quello che gli serve a partire dal cibo e riposo! Infatti, oltre alle sue caratteristiche fisiche, lo squalo nutrice è riconoscibilissimo perché è l’unico squalo di barriera che riposa tutto il giorno tra la sabbia e i coralli marini, dentro anfratti o grottini. È facile avvistarlo dalla superficie fino a profondità più elevate.
Spesso questi squali sono abitudinari e, una volta trovato un comodo giaciglio, ci ritornano ogni giorno. Proprio per la sua scarsa attività giornaliera ha sviluppato la capacità di pompare attivamente acqua nella bocca per poi farla uscire attraverso le branchie, riuscendo a respirare comodamente dal suo nascondiglio, senza la necessità di nuotare.

Nonostante sia uno squalo solitario, spesso si trovano anche gruppi fino a 40 esemplari in qualche grottino o anfratto ammassati gli uni agli altri fino al calare della sera, quando questi splendidi animali si rianimano e iniziano a cacciare nel loro buffet preferito composto da crostacei come aragoste e granchi, piccoli pesci e molluschi come polpi e bilvalvi.

 

Ma come mangia lo squalo nutrice? La sua bocca ha qualcosa di curioso!

Per capire cosa mangia uno squalo bisogna sempre osservare di che forma e struttura ha i denti!
Facile a dirlo, ma…
Si pensa agli squali sempre con denti affilati come coltelli pronti ad affondare nella carne, invece lo squalo nutrice sorprenderà anche i più paurosi. I suoi denti non sono appuntiti ma bensì arrotondati con una base molto larga e tutti vicini tra loro a creare una sorta di grande piastra che dona robustezza nel morso con 30-40 denti nella mascella superiore e 28-34 nella inferiore.
Perché questi “strani” denti?
Ricordiamoci cosa mangia lo squalo nutrice: senza denti robusti non riuscirebbe mai a rompere conchiglie di molluschi o gli esoscheletri di crostacei per potersi cibare dell’animale all’interno. Inoltre, a differenza di noi mammiferi, gli squali cambiano i denti continuamente durante la vita: lo squalo nutrice ha un ricambio di denti ogni 10-14 giorni quando mangia attivamente e ogni mese o due quando è meno attivo.

 

Oltre ai denti, l’efficacia della caccia dello squalo nutrice è determinata anche da:

  • La sua capacità di utilizzare la bocca come una ventosa aspirando le prede nascoste dentro le loro tane. La piccola bocca è compensata da una grande gola che appunto permette questa aspirazione.
  • Due barbigli carnosi situati in posizione ventrale appena sopra alla bocca, questo fa di loro appunto i gattoni del reef! Queste strutture sono ottimi recettori di movimento che aiutano lo squalo a captare eventuali animali nascosti sul fondo.
  • Un olfatto molto sviluppato che gli permette di capire che tipo di preda ci sia intorno a lui, dipende strettamente dalle condizioni ambientali come correnti, onde e chiaramente la distanza con la preda.
  • L’elettrorecezione tipica di tutti gli squali, grazie a speciali ampolle contenenti gelatina elettroconduttiva (Ampolle di Lorenzini) poste sul muso, lo squalo riesce a percepire i movimenti degli animali che gli stanno intorno. Questo speciale senso ha un raggio d’azione di meno di 1 metro, ciò significa che viene utilizzato strettamente per catturare la preda dando l’esatta posizione in cui si trova.
  • L’udito in grado di captare suoni a bassa frequenza per molti chilometri. Quando si dice che gli squali sono i TOP predators dei mari è perché sono in grado di cacciare in modo estremamente efficace basandosi su diversi sensi e strategie. Lo squalo nutrice grazie al perfetto incontro con vista, olfatto, udito ed elettrorecezione è capace di cacciare anche in condizioni di scarsa visibilità e appunto di notte.

 

Squalo nutrice

 

Come si riproduce lo squalo nutrice?

Il mondo della riproduzione animale è senz’altro uno dei campi più affascinanti da studiare e indagare, in natura nulla accade per caso e le strategie riproduttive degli squali ne sono un’importante testimonianza. Tutta la grande classe dei condritti (pesci cartilaginei) comprendente squali, razze, mante etc, ha gli organi riproduttivi maschili visibili all’esterno, questo significa che noi possiamo distinguere immediatamente i maschi dalle femmine negli esemplari adulti. Questi organi diventano del tutto sviluppati e calcificati al raggiungimento della maturità sessuale.
L’evoluzione di milioni di anni ha voluto che questa classe abbia sviluppato 2 organi sessuali esterni, più precisamente due peni chiamati pterigopodi. Perché questo?

Il comportamento riproduttivo degli squali è molto violento dato da lotte per il territorio e le femmine ma anche nell’atto sessuale in senso stretto. Questo ha portato un’alta possibilità di ferirsi e danneggiarsi quest’organo, perciò sviluppandone un secondo le probabilità di riprodursi e portare avanti la specie si sono raddoppiate.

Anche se lo squalo nutrice è un solitario e tranquillo squalo di barriera, non c’è nessuna differenza con gli altri squali per quanto riguarda l’accoppiamento: esso avviene di notte e richiede notevole energia da parte di entrambi. Il maschio si avvolge al corpo della femmina mordendole la pinna pettorale e cercando di immobilizzarla il più possibile. Alla fine dell’accoppiamento, i due esemplari sfiniti e sanguinanti rimangono sul fondo per riprendere le forze respirando affannosamente.
Tutta questa fatica si ripete più volte durante il periodo riproduttivo, infatti lo squalo nutrice ha adottato una particolare poligamia. Vediamola nel dettaglio!

Polygynandrus:
È un accoppiamento di una femmina con diversi maschi e di un maschio con diverse femmine all’interno della stessa zona e nello stesso periodo riproduttivo. Questa strategia riproduttiva porta ad un notevole vantaggio genetico delle generazioni successive e chiaramente a maggior successo di fecondazione delle uova, avendo a disposizione più donatori di seme in tempi diversi.
Lo squalo nutrice è ovoviviparo cioè partorisce i piccoli completamente formati e le uova si schiudono all’interno del corpo della madre. A differenza dei vivipari, la madre non contribuisce direttamente al nutrimento dei piccoli ma è l’uovo stesso a garantirne il nutrimento, una volta finito, i piccoli sono pronti per vivere la loro vita.

Questa è solo una delle tante strategie adottate dagli squali. Queste sono estremamente importanti perché essi non fanno un numero enorme di piccoli come i pesci (milioni di uova) ma ne fanno pochi, già formati e in grado di badare a loro stessi. Nonostante l’elevata mortalità infantile, gli squali riescono a garantire la sopravvivenza della specie proprio con questi particolari “trucchetti”.

 

La vita dello squalo nutrice in cifre

  • Nasce misurando 30 cm insieme ad altri 20-30 fratellini che non riceveranno nessuna cura parentale dalla madre (non vengono accuditi).
  • Raggiunge la maturità sessuale tra i 15 e i 20 anni quando raggiungono 2 metri i maschi e 2,40 metri le femmine.
  • La riproduzione avviene tra Giugno e Luglio per circa 2 settimane e sempre negli stessi luoghi.
  • La gestazione dura sei mesi, partorendo poi in zone poco profonde, in mezzo alla vegetazione o nella barriera corallina, in posti più possibile riparati dai predatori.
  • Le femmine si riproducono una volta ogni 18 mesi, tempo per ricreare nuove uova.
  • La vita media di uno squalo nutrice nel suo habitat è di 25 anni.

 

Che approccio possiamo avere con questi animali?

La regola principe è sempre trattare tutti gli animali con il massimo rispetto! Lo squalo nutrice non è considerato pericoloso per l’uomo ma qualsiasi animale, compreso lui, se infastidito potrebbe difendersi da noi e attaccarci, quindi… Questo implica che quando incontriamo un qualsiasi squalo durante le immersioni o lo snorkeling:

  • Dobbiamo evitare di toccarlo, tirargli la coda e fare movimenti bruschi.
  • Non dobbiamo mai e poi mai dargli da mangiare.

Nel loro habitat questi squali hanno tutto quello di cui hanno bisogno perciò non è necessario prodigarci per dargli del cibo.

 

Ricordiamoci che la maggior parte del cibo che si dà agli animali in realtà è molto dannoso, primo fra tutti il pane che contenendo lievito crea gravi problemi digestivi e in alcuni casi la morte.

 

  • Altrettanto davvero fondamentale è non toccare lo squalo nutrice e qualsiasi altro animale, anche se la tentazione è forte, potrebbe reagire male (non credo che a noi faccia piacere essere accarezzati da uno sconosciuto mentre passeggiamo per la strada!).
  • Inoltre il mare è ricchissimo di parassiti che non aspettano altro di insediarsi in qualche ospite, accarezzando gli animali togliamo la patina protettiva cutanea che producono e diamo il via libera all’insediamento di funghi, alghe e altri parassiti che potrebbero portare malattie, problemi di movimento, di respirazione o nutrimento.

Limitiamoci ad ammirare la loro estrema bellezza!

 

Lo squalo nutrice ha dei nemici?

Lo squalo nutrice, nonostante sia uno squalo, anche lui ha dei nemici! In generale tutti gli squali hanno dei nemici perché impiegando molto tempo a crescere, rischiano di diventare preda di squali più grossi. Raramente uno squalo nutrice adulto viene attaccato da squali come lo squalo limone, lo squalo martello, squalo tigre e squalo toro che, di tanto in tanto decidono di farlo diventare il loro pasto.
Oltre ai suoi cugini, il suo peggior nemico siamo noi. Come tutti gli altri squali anche lo squalo nutrice ha subito un enorme calo nel tempo a causa della pesca, al momento non si sa il loro numero a livello globale.
A differenza di altri squali però, non è considerato un trofeo di pesca ma è spesso cacciato da pescatori locali sia a causa della sua particolare pelle molto resistente e flessibile (venduta come cuoio) sia per la carne in quanto è una facile preda essendo un animale curioso e pacifico.
Questo animale si avvicina molto ai moli e alle imbarcazioni di notte ed è facile da attirare con qualche esca rudimentale; questo comporta che un’eccessiva confidenza con l’uomo potrebbe metterli in serio pericolo di essere pescati: oggi gli diamo da mangiare convinti di fargli del bene, lui si fida di noi e domani potrebbe buttarsi tra gli ami dei pescatori senza nessun timore.

 

Squalo nutrice

 

Perché pescare uno squalo è sbagliato?

Prendiamo come esempio lo squalo nutrice: lui vive mediamente 25 anni e diventa pronto per riprodursi all’incirca a metà della sua vita, le femmine si possono riprodurre una volta ogni 18 mesi. Questo significa che hanno un ciclo vitale complesso e più lungo della maggior parte dei pesci che generalmente mangiamo.

Il crollo delle popolazioni di squali è dovuto proprio al loro ciclo vitale, la pesca indiscriminata non tiene conto del tempo che serve ad uno squalo per crescere e riprodursi, pescando esemplari non ancora riprodotti si crea un gravissimo danno non solo allo squalo ma a tutto l’intero ecosistema.

 

L’emozione di nuotare con lo squalo nutrice

Ai primi di luglio del 2009, durante una vacanza alle Maldive, per la prima volta mi affacciai sulla barriera corallina maldiviana avendo un incontro ravvicinato con il primo squalo della mia vita! Gli squali nutrice sono abituati ad avvicinarsi molto ai moli delle isole maldiviane alla ricerca di scarti di pesce, diventando una forte attrazione turistica per snorkeling notturno e immersioni potendoli ammirare in totale sicurezza!
L’idea di buttarmi in acqua di notte in mezzo agli squali è stata presa con un po’ di diffidenza ma ancora oggi penso che sia stata una delle esperienze più belle mai fatte! Quello snorkeling notturno in mezzo a decine e decine di questi animali che ti nuotano di fianco così maestosi e fieri, senza curarsi di te e venendoti vicino con una leggerezza impressionante, è stato un autentico colpo di fulmine. A distanza di anni, dopo essere passata da turista a biologa marina, questi squali mi hanno insegnato moltissimo.
Accompagnando i turisti a conoscerli, la soddisfazione più grande è sempre stata vedere le persone entrare in acqua intimorite (come lo ero io) stringendomi la mano perplesse, per poi uscire felici e radiose, perdendo ogni paura e acquistando ancora più rispetto per questi animali stupendi. Questi gattoni del reef dovrebbero essere conosciuti da tutti, subacquei e non, perché sono la dolce porta d’ingresso per conoscere lo stupendo mondo degli squali.

 

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Chiara Chiorboli

Biologa marina e istruttrice subacquea, la passione per il mare è sempre stata la colonna portante della mia vita. Amo presentare le bellezze del mondo sommerso e soprattutto farle rispettare. Viaggiando da dieci anni ho capito che ogni mare è bello a modo suo e ogni animale che lo abita ha qualcosa da raccontarci!

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